Le nostre attività

famiglia in riva al mare

    Daniel Joshua, Pixabay

Affido familiare

Nel corso degli anni, diverse famiglie — di storie e provenienze diverse — hanno scelto di scommettere su qualcosa di straordinario: aprire la propria casa a un bambino o a un ragazzo che, per un periodo, non può stare con la propria famiglia.
L'affido familiare non è adozione. È un gesto temporaneo ma profondo: si accoglie un bambino mentre i suoi genitori attraversano un momento di difficoltà, con l'obiettivo di restituirgli, quando è possibile, la sua famiglia d'origine. L'associazione accompagna le famiglie affidatarie in ogni fase di questo percorso — prima, durante e dopo.
Hai domande? Abbiamo raccolto le risposte a quelle che ci vengono poste più spesso.
Leggi le risposte alle domande più frequenti per saperne di più...

casetta tenut in mano

   Kindel Media, Pexels

Accoglienza residenziale: la Casa famiglia

Alcuni ragazzi, per un periodo della loro vita, non possono stare con la propria famiglia. Per loro abbiamo costruito le nostre case famiglia: ambienti il più possibile vicini a un modello familiare vero, dove la vita si condivide davvero — i pasti, le giornate, le difficoltà, le piccole conquiste.
In questo contesto, la figura dell'adulto non è un operatore che "gestisce" il ragazzo: è un punto di riferimento umano, una presenza stabile che lo accompagna lungo il cammino verso l'autonomia.
Nel corso degli anni, decine di ragazzi hanno trovato qui un posto dove crescere, sostenuti da educatori che hanno camminato con loro per un tratto significativo della loro storia.

ragazza che studia

   Studio Standsome, Unsplash

Accoglienza pomeridiana: il Centro aperto

Tanti ragazzi arrivano da noi portando con sé fatiche che si assomigliano: difficoltà a scuola, poca fiducia in se stessi, relazioni complicate, il bisogno di uno spazio dove sentirsi accolti per quello che sono.
Il Centro Aperto nasce nel 1991 proprio per rispondere a questi bisogni. Ogni pomeriggio, da settembre a giugno, offre ai ragazzi un luogo dove fare i compiti, giocare, socializzare e crescere — in un ambiente sereno e stimolante.
Oggi accompagniamo circa 35 ragazzi con il supporto di oltre 20 volontari, e con un coinvolgimento sempre più attivo delle famiglie.
Dal lunedì al venerdì, per tre ore ogni pomeriggio.

porta socchiusa

 Roman
   Odintsov, Pexels

Neo maggiorenni

Compiere diciotto anni non significa automaticamente essere pronti a camminare da soli — soprattutto per chi ha vissuto buona parte della propria crescita in una famiglia affidataria o in una casa famiglia.
Per questi ragazzi, che nel mondo anglosassone vengono chiamati careleavers, abbiamo costruito percorsi strutturati di accompagnamento verso l'autonomia: un tutor di riferimento, iniziative per completare la formazione e supporto concreto nell'inserimento nel mondo del lavoro.
Abbiamo anche realizzato un "appartamento ponte": uno spazio di semiautonomia abitativa dove fare pratica di vita indipendente, con tempi calibrati sulle esigenze di ciascuno, fino al momento in cui ogni ragazzo è pronto a costruire il proprio futuro in piena autonomia.

zampa di cane in mano

Relazione Educativa con gli Animali

A volte la relazione più semplice è quella che sblocca tutto il resto.
Il progetto REARelazione Educativa con gli Animali — nasce nel 2013 con un'idea precisa: offrire ai ragazzi l'opportunità di entrare in contatto con un essere vivente diverso da sé, in un contesto fatto di rispetto, fiducia e affetto. I protagonisti sono alcuni Golden Retriever appositamente formati per attività sociali e di Ludo Agility®.
Attraverso queste esperienze il ragazzo impara a conoscere l'animale, a comunicare con lui, a prendersi cura di qualcuno — e spesso, in questo percorso, sperimenta forme di successo che altrove fatica a trovare.

Segui le attività svolte nelle scuole e in ospedale

relazioneeducativaanimali

persone intorno a un tavolo

   Associazione Murialdo, Riproduzione vietata

Formazione

Lavorare ogni giorno a fianco di bambini e ragazzi segnati da esperienze difficili richiede più che buona volontà. Richiede competenza, consapevolezza e la capacità di prendersi cura anche di se stessi.
Per questo la formazione non è per noi un obbligo formale, ma una scelta continua: un modo per capire meglio quello che viviamo con i ragazzi, per progettare percorsi educativi sempre più adeguati a ciascuno, per crescere come équipe e rafforzare le motivazioni che ci muovono.
Organizziamo percorsi di formazione permanente e supervisione rivolti agli educatori, ai volontari e alle famiglie affidatarie — aggiornati alla luce delle più recenti acquisizioni delle scienze psicologiche, pedagogiche e sociali.
Portiamo inoltre proposte di sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio, perché la cultura dell'accoglienza si costruisce insieme, a partire dalla comunità.